“Un triangolo rosso rovesciato” di Franco Calabrese




Con il termine Olocausto si intende il genocidio commesso dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei di tutta Europa e di tutte le altre categorie di persone ritenute indesiderabili, inferiori (omosessuali, zingari, testimoni di Geova, dissidenti). La parola olocausto (notare la "o" minuscola), che in greco significa "tutto bruciato", era una cerimonia religiosa di sacrificio animale praticata nell'antichità specialmente dai greci e dagli ebrei, durante la quale la bestia veniva bruciata interamente.
Il termine (Shoah o Sho'ah), che in lingua ebraica significa "distruzione" (o "desolazione", o "calamità", con il senso di una sciagura improvvisa, inaspettata), è un'altra parola utilizzata per riferirsi all'Olocausto. A causa del significato religioso del termine “olocausto - o minuscola”, alcuni, ebrei ma non solo, trovano inappropriato l'uso di tale termine: costoro giudicano offensivo paragonare o associare l'uccisione di milioni di ebrei a una "offerta a Dio". Di conseguenza il termine Shoah è stato adottato più recentemente per descrivere la tragedia ebraica di quel periodo storico, anche allo scopo di sottolinearne la specificità rispetto ad altri casi di genocidio.

Shoah, tutte le tappe
1933: l’ascesa di Hitler
Gennaio: “pieni poteri a Adolf Hitler”, divenuto cancelliere della Germania.
Il 27 febbraio 1933 il Reichstag – il palazzo del Parlamento – è distrutto da un incendio, appena un mese dopo la presa di potere da parte di Hitler. I suoi primi atti, interdizione dei partiti, limitazione delle libertà individuali e d’opinione, le prime leggi repressive contro gli avversari del nazionalsocialismo.

1935: le leggi di Norimberga
Le “leggi di Norimberga” (Leggi a “protezione della razza tedesca”: eredità, cittadinanza; sangue tedesco e onore tedesco) privano gli ebrei della cittadinanza tedesca.

1936: inizia l’odio
Compaiono in Germania i primi cartelli per le strade davanti ai locali pubblici: “ebrei non graditi”.

Giugno: Heinrich Himmler è nominato Reichfuehrer delle SS e capo della polizia.
1938: la notte dei cristalli
Luglio: schedatura e documento di riconoscimento per tutti gli Ebrei sul suolo germanico.
Ottobre: 17mila ebrei polacchi (da anni abitanti in Germania) arrestati e dislocati al confine polacco.
9-10 novembre: l’uccisione di un ufficiale tedesco in Francia dà modo a Joseph Goebbels, capo della propaganda hitleriana, di lanciare un pogrom contro i cittadini ebrei e la “cospirazione ebraica internazionale”; è la “Kristallnacht”.
Nella “notte dei cristalli” squadre di giovani nazisti irrompono nei quartieri ebraici spaccando vetrine e finestre di case e negozi, dando fuoco alle sinagoghe. 101 sinagoghe distrutte, 7.500 negozi, 26mila ebrei arrestati e deportati.


1939:  ha inizio la Shoah
Nei mesi successivi, passano numerose leggi di discriminazione. Gli Ebrei vengono obbligati a consegnare i metalli preziosi al governo. Espropri, confinamenti, revoca delle patenti di guida e dei documenti.

Autunno: per l'”Euthanasie Programme” hanno avvio nelle strutture mediche in Germania le uccisioni di malati terminali, ritardati mentali, bambini, minoranze etniche, ebrei e zingari.
Tra il dicembre 1939 e l’agosto 1941 muoiono nelle prime camere a gas tra 50mila e 200mila persone.
1940: lo sterminio
20 maggio: apre Auschwitz (non è il primo campo di prigionia: Dachau aveva aperto nel marzo del 1933).
Milioni di polacchi ed ebrei vengono deportati. Hanno avvio le grandi politiche per il raggiungimento della “purezza razziale” in Germania: emigrazione forzata degli ebrei, ghettizzazione, deportazione, gli “Einsatzgruppen” (unità mobili di uccisione), i campi di concentramento e di sterminio.
1942
20 gennaio: il protocollo di Wannsee codifica con precisione scientifica cifre e strategie dello sterminio.
1945: il processo di Norimberga
Il London Agreement firmato da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Unione Sovietica l’8 agosto 1945 comprende la costituzione di un Tribunale Militare Internazionale.
A Norimberga, dal 20 ottobre 1945 al 1 ottobre 1946, vengono processati criminali di guerra nazisti, ufficiali, marescialli, membri degli Einsatzgruppen, medici, guardie.
Il significato di shoah e di altre parole legate all’olocausto nazista
Arbeit Macht Frei
“Il lavoro rende liberi”, il cartello che campeggiava all’entrata di Auschwitz.

Gestapo
Polizia segreta di Stato dei nazisti. Il potere della Gestapo più spesso abusato era lo Schutzhaft o custodia protettiva, di fatto il potere di imprigionare chiunque senza procedimento giudiziario, tipicamente nei campi di concentramento. Le persone imprigionate dovevano addirittura firmare il loro “Schutzhaftbefehl” (il documento che dichiarava che la persona veniva imprigionata): normalmente la firma veniva estorta con la tortura. La Gestapo aiutò nel controllo delle aree occupate dell’Europa e si occupava di identificare ebrei, socialisti, omosessuali e altri, per il trasporto nei campi di concentramento. Al Processo di Norimberga l’intera organizzazione fu inquisita e condannata per crimini contro l’umanità.

Kapò
Il termine indica il ruolo di un detenuto al quale la direzione del lager o del campo di sterminio nazista, in cui era stato deportato, affidava funzioni di comando sugli altri deportati. Nei lager femminili la funzione del kapo veniva svolta da Blokove (la sola differenza fra Kapo e Blokova era il sesso).



Lager
I principali campi di sterminio e concentramento furono Auschwitz-Birkenau, Bergen-Belsen, Buchenwald, Dachau, Mauthausen, Chelmno (Kulmhof), Belzek, Treblinka, Sobibor. L’unico lager italiano è quello della Risiera di San Sabba (Trieste).

Notte dei cristalli (Kristallnacht)
Emblematica data d’inizio della Shoah. Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, in Germania, squadracce di giovani nazisti fomentate dalla propaganda antiebraica del Reich assaltarono negozi, case e sinagoghe nei quartieri ebraici, frantumando vetrine, porte e finestre.
Shalom
Pace.

Shoah
In ebraico, significa “annientamento”. Indica lo sterminio di oltre sei milioni di Ebrei da parte dei nazisti. La comunità ebraica preferisce questo termine a “olocausto” – che potrebbe dare l’idea di un sacrificio religioso. È stato il sistematico annientamento di sei milioni di Ebrei organizzato a livello centrale dal regime nazista durante la Seconda Guerra mondiale. Nel 1933 circa 9 milioni di ebrei vivevano nei 21 paesi europei che sarebbero poi stati occupati dalla Germania. Nel 1945 almeno due terzi sono stati uccisi. Tra le vittime del genocidio si contano anche un milione e mezzo di zingari, almeno 250mila persone disabili o malate, omosessuali e “diversi”.

Soluzione finale (Endloesung der Judenfrage)
Dopo “la notte dei cristalli”, Goering convoca per il 12 novembre 1938 un vertice nazista. In discussione, l’emanazione di provvedimenti discriminatori contro gli Ebrei. Durante la riunione, Goering annuncia: “Ho ricevuto una lettera scritta dal Fuehrer. L’ordine è: la questione ebraica sia ora e una volta per tutte riordinata e risolta, in un modo o in un altro”. La via per “Soluzione Finale della questione ebraica” era stata scelta. Sterminio. E il meccanismo culturale, organizzativo, burocratico per metterla in atto si mise rapidamente in moto.

SS
Letteralmente “SchutzStaffeln” (Squadre di protezione), era l’efferata Polizia di partito di Hitler. Il Tribunale di Norimberga dichiarò le SS “un’organizzazione criminale”, che si macchiò di crimini di guerra come la persecuzione e lo sterminio degli ebrei, brutalità ed esecuzioni nei campi di concentramento, eccessi nell’amministrazione dei territori occupati, l’amministrazione del programma di lavoro schiavistico e il maltrattamento e assassinio di prigionieri di guerra.

T-4 (Programma di Eutanasia)
Autunno 1939. Il governo tedesco promuove l'”Euthanasie Programme” sotto la direzione di Philip Bouhler e del dottor Karl Brandt. Il quartier generale delle operazioni è a Berlino, in Tiergartenstrasse 4 dal cui indirizzo deriva il nome in codice del programma: T-4. Tra il dicembre 1939 e l’agosto 1941, decine, forse centinaia di migliaia di tedeschi – bambini e adulti -, malati terminali, handicappati, minorati mentali ed Ebrei sono stati segretamente uccisi, dopo essere stati prelevati dagli ospedali. Il problema razziale per i nazisti aveva la massima priorità e l’attività assistenziale a favore dei soggetti deboli doveva cessare per lasciare spazio alla tutela della salute della popolazione sana: “asumerzen”, così veniva definita la soppressione dei deboli, che venne realizzata convincendo persone di fiducia e medici di famiglia dell’esistenza di un sistema sperimentale per curare le persone affette da disabilità (anche gravi).


Trattamento speciale (Sonderbehandlung)
Nella terminologia crudele e nera d’ironia terribile dei nazisti, la pratica di far morire nelle camere a gas le loro vittime.

Zyklon B
Era il nome commerciale dell’acido cianidrico (o acido prussico), un pesticida utilizzato come agente tossico nelle camere a gas di alcuni campi di concentramento e sterminio nazisti.

La shoah ed i massoni
Un triangolo rosso rovesciato: era questo il simbolo che distingueva i massoni, al pari dei detenuti politici, internati nei lager nazisti, così come la stella gialla di David distingueva gli ebrei, così come un triangolo rosa distingueva gli omosessuali, un triangolo marrone gli zingari, un triangolo viola i testimoni di Geova e così via.
Oltre al triangolo imposto dai carcerieri nazisti, i massoni prigionieri dei lager per riconoscersi ancor meglio fra di loro portavano sulla propria divisa da internati politici un altro simbolo distintivo: un piccolo fiore azzurro, il “non-ti-scordar-di-me”, simbolo caro alla Massoneria Universale.
Breve cenno sul notiscordardime (il Fr. Franco Calabrese ha inciso una Tavola Architettonica dal tema non ti scordar di me quale simbolo massonico): è simbolo di salvezza da tutto ciò che può rattristare o addolorare poiché, anticamente, era ritenuta sacra.
Nel 1926, ben prima dell’era nazista, la riproduzione di questo fiorellino fu introdotto nella Massoneria tedesca in occasione della Gran Loggia annuale Zur Sonne, a Brema, dove fu distribuito a tutti i partecipanti.  Poi, nel 1929 la grave situazione economica contribuì a portare al potere Hitler.
Molte persone a causa proprio di questa crisi si trovarono in grande difficoltà. Distribuire il dimenticare-me-non alla Grand Lodge aveva lo scopo di ricordare ai Fratelli tedeschi delle attività caritative dell’Istituzione massonica.
Nei primi mesi del 1934, dopo che Hitler si era impossessato del potere, fu subito chiaro ed evidente che la Massoneria era grave in pericolo.
In quello stesso anno, alla “Gran Loggia del Sole” (forse una delle più Grandi Logge Tedesche con sede a Bayreuth) fu chiaro del grande pericolo che correva la Massoneria e per questo, al posto della tradizionale squadra e compasso, adottò il piccolo fiore blu “Non ti scordar di me“. L’intento era che questo nuovo simbolo avrebbe diminuito il rischio di riconoscimento dei Fratelli da parte dei nazisti che avevano già iniziata   la confisca   dei beni di tutte le Logge massoniche.
In quegli anni la libera Massoneria tedesca fu costretta ad operare al coperto e questo piccolo fiore rappresentò l’immagine della sopravvivenza dell’Istituzione.
Durante gli anni del potere nazista il simbolismo di questo fiore blu “Non ti scordar di me” servì come segno di riconoscimento grazie al quale i Fratelli poterono identificarsi in pubblico, nelle città, nei campi di prigionia e di concentramento.
L’adottare “Non ti scordar di me” volle significare la volontà dei Fratelli di mantenere viva la Luce della Libera Muratoria e quando finalmente la “Gran Loggia del Sole” riapri i suoi battenti a Bayreuth nel 1947 dal Past Gran Maestro Beyer, il piccolo distintivo a forma di “Non ti scordar di me” fu ufficialmente utilizzato come emblema della prima riunione dei Fratelli sopravvissuti agli amari anni della clandestinità.
Nel 1948, alla prima riunione annuale della nuova Gran Loggia Unita di Germania, questo piccolo distintivo fu adottato come emblema massonico ufficiale per onorare le migliaia di coraggiosi Fratelli che continuarono i lavori muratori sotto il nazismo.
Il distintivo, da indossare appuntato sul risvolto della giacca o del cappotto fu scelto come immagine massonica in memoria dei Fratelli massoni perseguitati nei campi di concentramento in Europa.

Nel giorno della memoria (il 27 Gennaio 1945, giorno dell’arrivo dei russi nel lager di Auschwitz) non sono quindi solo le vittime della shoah a dover essere ricordate, ma anche i tantissimi massoni “passati per il camino” nei campi di concentramento nazisti.
Nella triste classificazione dell’olocausto nazista pare siano stati fra gli 80.000 ed i 200.000 i massoni uccisi nei lager, ed è stato provato che esistevano appositi protocolli nazisti per la sistematica cattura e l’eliminazione di tutti i massoni dei paesi conquistati dal Terzo Reich.
Hitler pensava alla massoneria come ad un inconciliabile nemico del regime nazista. E come tali trattava i suoi membri. La riprova che i fratelli erano, sono sempre stati e saranno, strenui difensori della Libertà contro ogni totalitarismo.
“Ogni qualvolta la mente di un uomo va all’Olocausto, non si può che rimanere sgomenti e angosciati per l’immane crimine commesso contro il popolo ebraico, contro uomini e donne di tutta Europa, contro la Vita. La Shoah è una ferita indelebile per l’Umanità. E tutti quanti noi oltre a ricordare la memoria dei milioni di innocenti dobbiamo batterci per impedire che quei fatti possano ripetersi quando le minacciose tenebre dell’odio hanno il sopravvento sulla luce della ragione. Primo Levi scrisse: “E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”. Noi massoni, uomini della tolleranza, del rispetto, del dialogo, sappiamo bene che nel preciso momento in cui si guarda allo straniero, al diverso da noi, con ostilità si pongono le premesse di nuovi muri, di nuovi fili spinati, di nuovi Lager che l’Umanità non può permettersi mentre vive un momento storico aggravato dalla follia del terrorismo fondamentalista islamico”.
Le cifre dell’Olocausto
Ebrei 5,9 milioni
Prigionieri di guerra sovietici 2–3 milioni
Polacchi non Ebrei 1,8–2 milioni
Rom e Sinti 220.000-500.000
Disabili e Pentecostali 200.000–250.000
Massoni 80.000–200.000
Omosessuali 5.000–15.000
Testimoni di Geova 2.500–5.000
Dissidenti politici 1-1,5 milioni
Slavi 1-2,5 milioni

Totale..:  12,25 – 17,37 milioni




"Di fronte all'inferno della Shoah, ricordare è un dovere. Occorre tenere alta la testimonianza di quella immane tragedia, rinnovando con forza la lotta contro ogni fanatismo, razzismo e intolleranza".
"Il nostro pensiero va, innanzi tutto, alle vittime delle barbarie nazifascista ma anche agli uomini e donne che ebbero il coraggio di opporsi alla negazione dell'umanità, pagando con la vita la loro scelta di libertà. Condanniamo con fermezza e senza appello la follia nazifascista e rimarchiamo la necessità di tenere viva la memoria dell'Olocausto, ricordando e facendo nostro il grido di Nedo Fiano (scrittore nato a Firenze, superstite dell’olocausto): 'Quando non ci saremo più, c'è chi ne approfitterà. Occorre formare coscienze libere per continuare a trasmettere la verità'".
"Dobbiamo continuare a credere che il dialogo e la conoscenza possano vincere contro l'odio e l'intolleranza. Bisogna scrivere un nuovo Patto della memoria tra le generazioni, educando i giovani perché diventino i testimoni dei Testimoni. Negazionismo da una parte e relativismo storico dall'altra, rischiano di affogare la Shoah tra le tragedie del Novecento. Ma nessuna tragedia è uguale all'Olocausto: per fronteggiare sempre più seriamente le tendenze a negare la terribile verità dei lager, la storia di quell'orrore non deve cadere nel dimenticatoio ma deve parlare all'oggi, contribuendo a ricostruire le pagine ancora buie della strage di esseri umani.
Perché tutto ciò non si ripeta. Mai più !!! “.

"Intolleranza e demonizzazione del diverso sono il nuovo filo spinato che recinta divisioni e alimenta l'odio. La conoscenza del passato ci attrezza a vivere le sfide del presente, perché ci spiega ciò che è accaduto, e perché è accaduto. E dimostra che la libertà, unita alla democrazia e all'amore per l'altro, è l'unico antidoto per opporsi alle persecuzioni di ogni tipo “.



     



FONTI..: articolo lifegate
freimaurerei.ch
loggia g. bruno or.: di ferrara

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