“ SHOAH: IL DOVERE DELLA MEMORIA E LA STORIA MASSONICA DEL “Non-ti-scordar-di-me” IN GERMANIA (das vergissmeinnicht) ” di Franco Calabrese




REGIONE MASSONICA TOSCANA

    PROVINCIA MASSONICA DI FIRENZE



 

RL ” Giordano Bruno”       

     n. 1209 – Or di Firenze




    “ SHOAH: IL DOVERE DELLA MEMORIA

 E LA STORIA MASSONICA DEL “Non-ti-scordar-di-me” 

IN GERMANIA (das vergissmeinnicht)



Fr Franco Calabrese

della RL “Giordano Bruno”

Or di Firenze, 1 febbraio 2022 e.v. 




“ SHOAH: IL DOVERE DELLA MEMORIA E LA STORIA MASSONICA DEL Non-ti-scordar-di-me IN GERMANIA         (das vergissmeinnicht)


Fr Franco Calabrese – 1 febbraio 2022 e.v.  


    Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa liberavano il campo di sterminio di Auschwitz rivelando al mondo l'orrore del genocidio nazista. 

    E il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria e si ricordano le vittime della Shoah; milioni di persone sterminate dalla ferocia nazista..: 

       milioni di ebrei

      milioni di prigionieri sovietici

  4,5    milioni di slavi

 1,5    milioni di dissidenti politici

    500     mila zingari

    250     mila disabili

    15    mila omosessuali

      5 mila Testimoni di Geova

Ma nessuno parla dei 200.000 Massoni, Liberi Muratori, anch’essi morti nei campi di sterminio nazisti. 

    Nessuno si ricorda di loro perché gli Uomini Liberi erano costretti a nascondere la loro appartenenza per tentare di sfuggire ad atroci persecuzioni. 

    E ancora oggi, soprattutto in Italia, le persecuzioni contro i Massoni , nelle forme più disparate, ciclicamente, sono più che mai attive ed oppressive.

Meditate, cari Fratelli, cari italiani poiché: "Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla “ (George Santayana). 


    Il Myosotis, il piccolo fiore azzurro o “Non-ti-scordar-di-me”, fu adoperato per la prima volta dai Massoni tedeschi per riconoscersi e sostituì la squadra e compasso, ma la polizia tedesca riuscì comunque ad individuarli e ad arrestarli.

Molti Massoni tedeschi erano ebrei e intellettuali.

    Tutti i regimi e le dittature hanno sempre perseguitato la Massoneria, che è custode dei grandi valori che rendono l’umanità migliore. Valori che sono di per sé stessi incubatori di un pensiero libero che è l’antitesi di ogni assolutismo e di ogni totalitarismo culturale. 

    In principio fu la Chiesa cattolica, che con la bolla papale di Clemente XII del 28 maggio 1738 fulminava la Massoneria con la prima scomunica. 

Poi ci pensarono il fascismo, il nazismo, il franchismo e i regimi comunisti, ad eccezione, per ragioni storiche, di Cuba.

Non è retorica raccontare ancor oggi ciò che avvenne affinché quell’inferno non si ripeta più.

    Benito Mussolini dichiarò guerra fin da subito alla Libera Muratoria, mettendola al bando, requisendo le varie Sedi. I suoi squadroni della morte devastarono le Logge, incominciando proprio dalla sede di Firenze il 13 ottobre 1925, sequestrando gli elenchi degli iscritti, dando il via così ad una vera e propria caccia all’uomo. 

    Ma tutto era cominciato prima, il 10 giugno del 1924 con l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato in Parlamento brogli elettorali nel voto del 6 aprile. Poi gli squadristi cominciarono a prendere di mira i Massoni fino a cancellare la Massoneria con una legge, entrata in vigore nel 1926, che pretendeva di regolamentare tutte le associazioni. Altre norme, eccezionali e fascistissime, completarono la trasformazione di fatto dell’Ordinamento del Regno d’Italia in una vera e propria dittatura. Fino poi al “Manifesto della Razza”  del 14 luglio 1938 e alle Leggi Razziali del  18 settembre 1938, prologo italiano della Shoah. 

Lo stesso accadde nella Francia collaborazionista del generale Philippe Pétain e nella Spagna di Francisco Franco.

    Nel 1926, il  “Non-ti-scordar-di-me”  fu  distribuito durante l’assemblea annuale della Gran Loggia “Zur Sonne”, riunita a Brema. 

Il nazismo  per la verità sembrava ancora lontano. 

Ma nel 1934, dopo che Hitler era salito al potere,  sembrò evidente che la Libera Muratoria era in pericolo. 

Nello stesso anno, la Gran Loggia Tedesca del Sole in Bayreuth (una delle Gran Logge tedesche d’anteguerra) comprese i problemi imminenti che doveva fronteggiare e si decise di adottare il piccolo fiore azzurro, il “Non-ti-scordar-di-me”, al posto della tradizionale squadra e compasso, come segno dell’identità per i Massoni nell’intento di diminuire il rischio di riconoscimento dei Fratelli da parte dei nazisti .

Si presagiva che il nuovo simbolo non avrebbe attratto l’attenzione dei nazisti che avevano già iniziata  la confisca  dei beni di tutte le Logge massoniche.

La Massoneria si era data alla latitanza ed era necessario che i Fratelli avessero fra di loro qualche segno di identificazione facilmente riconoscibile.

    Adottarono quindi come loro simbolo un piccolo fiore, il “Non-ti-scordar-di-me” : potevano così riconoscersi fra loro evitando di essere smascherati dai Nazisti.

Adolf Hitler avversò i Liberi Muratori, e lo fece con una programmata  ferocia. 

Furono tantissimi i Massoni deportati nei campi di sterminio; molti di loro spesso erano anche ebrei.     

Cellule di libertà, tolleranza e amore, all’interno della massima espressione del terrore e del male umano. 

Così è emersa una delle pagine più belle della storia della Massoneria.

        È noto che circa duecentomila Massoni in tutta l’Europa occupata furono mandati nei campi di concentramento; ovviamente due dottrine antagoniste non potevano coesistere all’interno del regime nazista. L’odio di Hitler per la Massoneria fu chiaramente rivelato in un documento del 1931 indirizzato alle autorità del partito nazista e consegnato come una “Guida e lettera di istruzioni” in cui si manifestava apertamente l’ostilità contro gli ebrei e contro i Massoni, considerati servi degli ebrei. 

Questa ostilità doveva essere portata agli estremi “fino al delirio”……..

In un estratto da un discorso sulla minaccia massonica, Hitler affermò: 

“Tutti i supposti abomìni, gli scheletri e i teschi, le bare e i misteri, sono cose semplici per i bambini. Ma c’è un elemento pericoloso e questo è l’elemento che ho copiato da loro (i Massoni). Formano una sorta di nobiltà sacerdotale. Sviluppano una dottrina esoterica non solo formulata, ma trasmessa attraverso simboli e misteri nei gradi di iniziazione. Organizzazione gerarchica e iniziazione attraverso riti simbolici, cioè senza disturbare il cervello, ma lavorando sull’immaginazione attraverso la magia e i simboli di un culto: tutto questo è un elemento pericoloso. Non vedi che il nostro partito deve essere un Ordine? Un Ordine. Nell’ordine gerarchico di un sacerdozio secolare tra noi stessi o i Massoni o la Chiesa, c’è posto solo per uno dei tre e non di più … Siamo i più forti dei tre e dobbiamo liberarci degli altri due”. [Estratto dal discorso di Hitler sulla “minaccia massonica”]
        L’8 agosto 1935, due anni dopo la sua ascesa al potere, Hitler sciolse la Massoneria tedesca per mezzo di un decreto e presto tutti i Templi massonici furono depredati e distrutti. Molti Massoni tedeschi furono arrestati e assassinati dalla Gestapo e le dieci Grandi Logge tedesche furono sciolte. 

La Gestapo approfittando degli elenchi dei membri delle Grandi Logge, saccheggiò le loro biblioteche e collezioni di oggetti massonici, e i loro membri uccisi o deportati nei campi di concentramento. 

La persecuzione fu trasposta in Austria, quando il paese fu conquistato dai nazisti, e le stesse procedure furono ripetute quando Hitler conquistò la Cecoslovacchia, la Polonia, l’Olanda e il Belgio.

La Gestapo, avendo accesso all’elenco dei membri delle Logge massoniche, saccheggiò le loro biblioteche, collezioni e oggetti massonici, inaugurando nel 1937 la “Mostra Antimassonica”, curata da Joseph Goebbels nella città di Monaco in cui furono anche ricostruiti i Templi con tutti i loro arredi.

Hitler odiava i Liberi Muratori; li considerava nemici acerrimi del suo regime, nemici che potevano minacciare il suo potere, solo perché credevano nel sogno di una umanità migliore.

    Cominciò tutto nell’anno 1939, quando Adolf Hitler dichiarò che tutte le organizzazioni segrete erano pericolose per il suo piano criminale per la conquista del mondo. Non solo si uccisero Ebrei, zingari, disabili ecc., ma fu anche ordinato di compiere una sanguinosa purga contro i Massoni dichiarati.   

A quel tempo c’erano 85.000 Massoni sparsi per la Germania.

    Eichmann, ufficiale delle SS che pianificò lo sterminio in modo “scientifico”, (catturato ed ucciso dagli israeliani nel 1961) emise segretamente ferrei ordini affinché ognuno di loro venisse messo a morte. 

    Inutile dirlo, i suoi ordini vennero rispettati e più di 80.000 Massoni morirono prematuramente. Altri 5.000 Massoni tedeschi, che per qualche motivo non avevano il loro nome registrato nelle liste della Gran Loggia, sopravvissero sparpagliati per il Paese, dandosi alla macchia; nascosero i loro registri massonici e smisero di portare anelli, spille massoniche e quant’altro potesse farli riconoscere. 

Questo solo perché Eichmann non sapeva chi fossero.

    All’interno dei campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale, si ha notizia della fondazione di almeno due Logge massoniche. 

Una era la “Les Frères captifs d’Allach” nel campo di Allach, annesso al campo di Dachau, la cui documentazione si trova presso il museo del Grande Oriente di Francia ;

la seconda era la “Liberté Chérie”. 

Il 15 novembre 1943, sette massoni belgi detenuti politici, fondarono  appunto la Loggia massonica “Liberté Chérie” (Loggia ‘’Amata Libertà’’) all’interno della Baracca n. 6 del campo di concentramento Emslandlager VII (Esterwegen). 

La Loggia apparteneva all’Obbedienza massonica del Grande Oriente del Belgio, con il numero d'immatricolazione 29 bis. 

Il nome della Loggia fu scelto prendendolo dal 6° verso de “La Marsigliese”.   

Il logo della Rispettabile Loggia “Liberté Chérie” conteneva il trinomio illuminista “Liberté, Égalité e Fraternité” ai lati di un triangolo a strisce bianche e blu, colore delle divise dei prigionieri; al centro vi era un altro triangolo rosso rovesciato, simbolo dei prigionieri politici. Infine, due lettere “N” fiancheggiavano il triangolo, un’allusione a “Nacht und Nebel” (“Notte e Nebbia”), cioè al decreto segreto promulgato il 7 dicembre 1941 chiamato “Linee guida per il perseguimento dei crimini contro il Reich ”  in cui si ordinava la deportazione dei sospettati di movimenti di resistenza in Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia in Germania, perché venissero imprigionati fino all’esecuzione. 

Gli arresti dovevano essere effettuati di notte, con l’obiettivo di coprire l’azione e ispirare il terrore. 

I Fratelli si incontravano per i lavori di Loggia, il cui Tempio massonico veniva improvvisato, nella Baracca n. 6 attorno a un tavolo. La Baracca  era utilizzata per i prigionieri stranieri e denominata appunto “Nacht und Nebel”, (“Notte e nebbia”).

I prigionieri erano rinchiusi quasi 24 ore su 24 e potevano uscire solo per mezz’ora d’aria al giorno, sotto stretto controllo. Conteneva più di 100 prigionieri: parte dei prigionieri politici erano costretti a lavorare in condizioni spaventose nelle vicine cave di torba; l’altra metà dei reclusi smistava cartucce e componenti radio. La nutrizione era così misera che i prigionieri perdevano  in media 4 kg. di peso corporeo ogni mese.

La domenica mattina, quando i cattolici si riunivano nel retro del dormitorio per la messa con due sacerdoti deportati, i Fratelli adunavano la Loggia nell’altra stanza della Baracca, attorno al tavolo che normalmente veniva utilizzato per classificare le cartucce e delle riproduzioni radio.

I deportati non Massoni e non cattolici, assieme ad un altro sacerdote cattolico, facevano la guardia quando si tenevano le riunioni proteggendo il loro segreto e assicuravano la sorveglianza all’ingresso della Baracca..

Gli argomenti delle Tornate di Loggia erano dedicati al simbolo del Grande Architetto dell'Universo, un altro al futuro del Belgio e un altro al ruolo delle donne nella Massoneria. 

Gli unici a sopravvivere alla detenzione furono Luc Somerhausen, giornalista, Fernand Erauw, funzionario della Corte dei Conti belga, il Dottore Joseph Degueldre e Franz Bridoux, che ha raccolto le loro testimonianze. Egli fu prigioniero nella stessa caserma dal 16 novembre 1943 al 15 aprile 1944 ma venne  iniziato solo dopo la guerra. 

La Loggia abbandonò i lavori nella primavera del 1944, quando tutti i prigionieri furono trasferiti in altri campi della Germania centrale. 

Il campo di concentramento di Esterwegen era composto da un gruppo di campi la cui storia è rappresentata da una mostra permanente nel Centro di documentazione e informazione di Papenburg, in Germania. Complessivamente sono stati istituiti 15 campi al confine con l'Olanda, con amministrazione centrale nella stessa Papenburg.

    Classificati come “internati politici”, il loro numero, il numero di coloro che non tornarono più dai lager, secondo diverse fonti, oscillerebbe tra gli 80 mila e i 200 mila. Una cifra spaventosa.

    Ma di quell’olocausto, dell’olocausto dei Liberi Muratori si è parlato sempre  troppo poco e solo alcuni anni fa, al termine di  un lungo e complesso lavoro di ricerca, verifiche e riscontri,  la Gran Loggia d’Inghilterra ha ufficialmente confermato, attraverso un dossier a firma di Davis Lewis, pubblicato sulla sua rivista “The Square”,  l’esistenza di  protocolli nazisti che ordinavano la sistematica cattura ed eliminazione dei Massoni, non solo in Germania, ma in tutti i paesi conquistati dal Terzo Reich.    

    E’ nel campo di concentramento di Esterwegen dunque, nacque la Loggia massonica cui fu dato il nome “Liberté Chérie”, desunto dai versi del “Canto delle Paludi”, canto di lavoro dei prigionieri: un luogo infernale dove non c'era alcun barlume di via d'uscita, nella baracca n° 6 del campo, 

    Un'incredibile esperienza di spirito massonico che per quei Fratelli costituì un'iniziativa basata sul dovere di essere in ogni caso Massoni: per questo rifiuteranno di essere considerati eroi.

    Alcuni detenuti superstiti, testimoni di quella vicenda, varcheranno la porta di Templi Massonici dopo la fine della Seconda guerra mondiale, con la consapevolezza di sapere cosa vi avrebbero trovato all'interno e di volerne vivere l'esperienza diretta. 

    Oltre ai documenti sulla Loggia “Liberté Chérie”, è significativa la testimonianza del belga Franz Bridoux, classe 1924, l'unico sopravvissuto forse ancora in vita.

    Ironicamente, il “Non-ti-scordar-di-me” era il fiore favorito di Hitler e lui rimase sorpreso che degli uomini portassero tale simbolo interpretandolo come un tributo a sé !

    Eichmann non riuscì mai a capire il vero significato di questo fiore, piccolo e carino chiamato appunto  “Non-ti-scordar-di-me”

    Questo simbolo della Libera Muratoria è ancora in uso in Germania in ricordo di quelli che furono uccisi poiché cercavano di mantenere vivi gli insegnamenti dell’Ordine Massonico. 

    Questa certamente fu una vera tragedia, e da tutti i documenti ed i resoconti, questa è la vera storia del “Non-ti-scordar-di-me”.

    Per tutta la durata del periodo nazista, un piccolo fiore blu sul risvolto (della giacca) segnalava un Fratello e nei campi di sterminio come nelle città un piccolo “Non-ti-scordar-di-me” di colore blu distingueva i baveri di coloro che si rifiutarono di lasciar estinguere la luce della Massoneria.

    Nel 1947, quando la Gran Loggia del Sole fu riaperta in Bayreuth dall’ex-Gran Maestro Beyer, la piccola spilla blu a forma di “Non-ti-scordar-di-me” fu proposta ed adottata come emblema ufficiale della prima riunione annuale di coloro che sopravvissero agli anni amari della semioscurità, portando la Luce della Massoneria ancora una volta nel Tempio; il “Non-ti-scordar-di-me” si trasformò in simbolo dei Fratelli sopravvissuti agli anni terribili della clandestinità e dei Fratelli, che in migliaia, avevano perso la vita nei campi di sterminio.

    Al convegno annuale della Gran Loggia Unita di Germania, nel 1948, la spilla fu adottata come segno da usare in condizioni avverse. Alla conferenza dei Gran Maestri negli Stati Uniti, il dr. Theodor Vogel,  Gran Maestro delle nuovamente formate Gran Logge Tedesche presentò una spilla a ciascun rappresentante delle Grandi Giurisdizioni con le quali godevano di fraterni rapporti.

    Così un semplice fiore fra gli altri divenne un emblema pieno di significato della Fratellanza e diventò forse la spilla più ampiamente portata dai Liberi Muratori, soprattutto  in Germania.

La maggior parte delle Logge tedesche consegnano ancor oggi questa spilla ai nuovi Iniziati e raccontano la sua storia ai Maestri Massoni nuovamente promossi.

    Molti membri della National Sjourners, Inc. hanno servito nelle Forze Armate Americane in Germania e, anche loro, hanno imparato ad amare e rispettare “das vergissmeinnicht “ il “non-ti-scordar-di- me” ed il suo significato.

    Il “Non-ti-scordar-di-me” , il delicato fiore azzurro del genere Myosotis, della famiglia delle Borraginacee, è diventato il simbolo del loro sacrificio per tutti i Liberi Muratori del mondo. E’ da notare che, negli anni tra la prima guerra mondiale e la seconda  il “blu Forget Me Not”  era l’emblema utilizzato dalla maggior parte delle organizzazioni di beneficenza in Germania, con un significato molto chiaro: “Non dimenticare i poveri e gli indigenti”.

    Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e il nostro pensiero deve andare a quegli uomini e  a tutte le vittime dell’inaudita violenza nazista e fascista, che annientò milioni di persone ritenute indesiderabili o inferiori. È una data che va onorata ogni anno e che coincide con l’arrivo nel 1945 delle truppe sovietiche nel campo di Auschwitz. 

Per la prima volta fu mostrato al mondo l’immenso ed inimmaginabile orrore dei lager nazisti, dove avevano trovato la morte 3 milioni di ebrei ( tra i fucilati e quanti furono uccisi nei ghetti questa cifra sale a 6 milioni ) 3 milioni e 300 mila prigionieri di guerra, un milione di oppositori politici, 500 mila Rom, 9 mila omosessuali, 2250 testimoni di Geova, 270 mila tra disabili e malati di mente.

    Nel nostro paese 23.826 persone, uomini, donne e bambini finirono nei lager nazisti. Del totale, 10.129 non tornarono. A questo in Italia arrivammo attraverso la metodica soppressione di tutte le libertà, giorno dopo giorno, con la complicità di chi, pur disponendo di strumenti critici per scegliere da che parte stare, non lo fece, scegliendo la complicità con il regime.  

    Una storia da conoscere perché questi Fratelli ci hanno lasciato una prova di difesa del diritto di esistere, perché ci insegnano che la Massoneria è azione concreta, malgrado le privazioni e le torture subite. 

    A tutti loro va la nostra riconoscenza ed il nostro Fraterno Abbraccio, A.G.D.G.A.D.U.

In ricordo, penso di fare cosa gradita a tutti omaggiarvi di una piccola spilla del fiore “non-ti-scordar-di- me”.


    Ho detto


       

                           

                              Maestro Venerabile

BIBLIOGRAFIA…:

             tedesco, apparso su una rivista locale 






CHI ERANO I MEMBRI DELLA LOGGIA  “Liberté Cherie”


Ecco chi erano i fratelli di questa di questa Loggia straordinaria:


Il Maestro Venerabile, Paul Hanson, nacque a Liegi il 25 luglio 1889, era un giudice di pace e membro della resistenza, membro della Loggia “Hiram” all’Oriente di Liegi. Partecipando a un servizio di “informazione e azione”, fu arrestato il 23 aprile 1942. Egli fu successivamente trasferito ad Essen e morì tra le rovine della sua prigione, distrutta da un attacco alleato il 26 marzo 1944.


Il 10 marzo 1908 nacque a Saint-Gilles il dottor Franz Rochat, professore universitario, farmacista e direttore di un importante laboratorio farmaceutico. Lavorò clandestinamente per il quotidiano della Resistenza, La Voix des Belges, fino al suo arresto il 28 febbraio 1942. Trasferito a Untermansfeld nell’aprile 1944, morì lì il 6 aprile 1945.


Jean Sugg nacque l’8 settembre 1897 a Gand. Di origini tedesco-svizzere, lavorò con Franz Rochat nella stampa della resistenza, traducendo testi tedeschi e svizzeri e partecipò a diversi giornali clandestini, tra cui La Libre Belgique, La Légion noire, Le Petit Belge e L’Anti Boche. Morì nel campo di concentramento di Buchenwald il 6 maggio 1945.


Guy Hannecart, avvocato, poeta, romanziere e drammaturgo, nato a Bruxelles il 20 novembre 1903, fu membro del Consiglio Nazionale del Movimento nazionalista belga; arrestato il 27 aprile 1942, morì a Bergen-Belsen il 25 febbraio 1945.
Jean Sugg e Franz Rochat, come Guy Hannecart, appartenevano alla Loggia “Des Amis Philanthropes n. 3”  all’Oriente di Bruxelles.


Joseph Degueldre, dottore in Medicina, nacque a Grand-Rechain il 16 ottobre 1904 e fu membro della Loggia “Le Travail” all’Oriente di Verviers. Membro dell’esercito segreto, capo sezione della SAR, fu arrestato il 29 maggio 1943. Trasferito nella prigione di Ichtershausen nell’aprile 1945, partecipò a una “marcia della morte”; fuggì e fu poi rimpatriato dall’aeronautica americana il 7 maggio 1945. Morì il 19 aprile 1981 all’età di 78 anni.


Amédée Miclotte, professore, nacque il 20 dicembre 1902 a La Hamaide e apparteneva alla Loggia “Les Vrais Amis de l’union et du progrès réunis” all’Oriente di Bruxelles. Fu Capo della sezione Servizi di informazione e azione e arrestato il 29 dicembre 1942. Fu visto l’ultima volta in detenzione l’8 febbraio 1945 a Gross-Rosen.


Jean De Schrijver, colonnello dell’esercito belga, nacque il 23 agosto 1893 ad Aalst e fu membro della Loggia “La Liberté” all’Oriente di Gand. Il 2 settembre 1943 fu arrestato per spionaggio e possesso di armi. Morì a Gross-Rosen il 9 febbraio 1945.






Henry Story nacque il 27 novembre 1897 a Ghent. Era membro della Loggia “Le Septentrion” all’Oriente di Ghent. Capitano dei servizi di informazione e azione, fu arrestato il 20 ottobre 1943 e morì il 5 dicembre 1944 a Gross-Rosen.


Luc Somerhausen, giornalista, nacque il 26 agosto 1903 a Hoeilaart. Apparteneva alla Loggia “Action et Solidarité n. 3” ed era assistente gran segretario del Grande Oriente del Belgio. Assistente nei servizi di informazione e azione, fu arrestato il 28 maggio 1943 a Bruxelles. Rimpatriato il 21 maggio 1945, Nell’agosto 1945 inviò un dettagliato rapporto al Gran Maestro del Grande Oriente del Belgio, in cui racconta la storia della Loggia “Liberté Chérie”. 

Morì il 5 aprile 1982 all’età di 79 anni.


Fernand Erauw, magistrato della Corte dei Conti belga e ufficiale della riserva di fanteria, nacque il 29 gennaio 1914 a Wemmel. Fu arrestato il 4 agosto 1942 per appartenenza all’Esercito Segreto in cui  ricopriva il grado di tenente. Riuscì a fuggire ma fu ripreso nel 1943. 

Fu l' ultimo testimone ed è morto all'età di 83 anni, nel 1997.



I sopravvissuti Erauw e Somerhausen si incontrarono di nuovo nel 1944 al campo di concentramento di Oranienburg-Sachsenhausen e da allora in poi rimasero inseparabili. 

Nella primavera del 1945 parteciparono a una “marcia della morte” e anche se Erauw era alto 1,84 mt., il 21 maggio 1945, nell’Ospedale di Saint Pierre a Bruxelles, pesava solo 32 kg. Ultimo sopravvissuto della Loggia “Liberté Cherie”, morì all’età di 83 anni nel 1997




La Loggia “Liberté Chérie” terminò i propri lavori dopo pochi mese dall’inizio del 1944






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