IN FATTO DI SICILIA, DI SS E DI PIENI POTERI. di Luciano Armeli Iapichino


Quanta storia già solo nel titolo di questo post. Dunque: nella terra in cui il 3 settembre del 1943 fu firmato il disimpegno dell’Italia dal nazi-fascismo con la sottoscrizione di un armistizio con gli Alleati (Cassibile), reso pubblico l’8 settembre;
nella terra in cui serpeggia ancora simpatia per le SS che a quanto pare portano bene e in cui sventolano, pari tempo, i vessilli della disumanizzazione, della non identità, del “puzzo del compromesso morale”, oggi si apprende di una legge con la quale al palazzo dei tanto vilipesi Normanni, il Governatore dell’isola si sarebbe dotato di “pieni poteri”.
E per fare cosa?
In caso di emergenza!
Azz!!!
Solo una breve considerazione a margine.
Questa terra è in emergenza continua da sempre:
è sotto assedio perenne della mafia che ormai ha attivato una faglia talmente irreversibile che la Sicilia non si rialzerà mai più;
arranca sì... arranca!
È in perenne emergenza di corruzione, occupazionale, culturale, di viabilità, di incendi, di siccità, di dilagante e trionfante demerito ...
E l’autonomia siciliana, straordinario strumento di pieni poteri su alcune materie da più di mezzo secolo, ha tradotto l’azione politica in un baratro per l’isola politico-sociale e amministrativo visibile a tutti e da troppo tempo. Ci risparmiamo la ricostruzione dell’andirivieni dai Palazzi di Giustizia, dalle patrie galere, dai covi delle latitanze.
Ora i “pieni poteri” per farla diventare bellissima dopo il nulla.
Ma chi è che che continua a plebiscitare una classe dirigente all’altezza della furbizia personale, altrui e continentale?
I siciliani. Punto e fine!
Una nota: l’astensione in sede di votazione della suddetta legge ha fatto la differenza. Chapeau per la selezione dei candidati delle forze politiche. Si la forza dell’ipocrisia.
Questa non è più la terra dei Gattopardi: questa è la fucina della mediocrità, il laboratorio del masochismo, la base militare dell’esercito del male. Verso se stesso. Dotato dell’arma nucleare più letale: l’indifferenza verso il futuro della propria generazione. Ormai cronica. Questa è la terra del pieno potere di mattanza della civiltà. E della dignità!
Con buona pace dei martiri, dei padri costituenti e dei padrini dell’autonomia.
E poi perché “no facemu stu cazzu di ponti?”
E l’Abissinia? Perché no!


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